La visione etnogenetica ligure di Renato Del Ponte

Secondo il prof. Renato Del Ponte i Liguri sarebbero i discendenti dell'uomo di Cro-Magnon, entrati successivamente in quella grande famiglia degli Atlanto-Mediterranei.
La loro etnia (perché solo di questo si tratta in quanto, osserva giustamente, mai i Liguri presero coscenza di se stessi come popolo) si sarebbe formata nell'arco dei millenni con l'assorbimento di caratteri genetici e linguistici di popolazioni pre-indoeuropee, indoeuropee, celtiche. Alle soglie della conquista romana troviamo questa situazione, schematizzata da Del Ponte nel suo I Liguri - etnogenesi di un popolo (Ecig 1999):

  • Poco prima del 700 a.C. i primi navigatori greci, risalendo le coste del Golfo del Leone, prendono contatto con gli Elysici di Narbonne, intavolando con loro e altre tribù fra i Pirenei e il Rodano i primi rapporti commerciali. Gli abitanti della primitiva rocca scendono a poco a poco sulla riva del mare, nella pianura sottostante (prata Liguriae), assumendo il nome di Liguses, derivato dal substrato indigeno o attribuitogli dai Greci.
  • Verso il 600 a.C. i Focesi fondano Marsiglia in territorio ligure e per estensione chiamano Liguses le popolazioni indigene site a est e a ovest del Rodano: così tutto il retroterra del Golfo del Leone, fra Pirenei e Alpi, diventa Ligystiké, la futura Liguria.
  • Fra il 500 e il 450 a.C., sopraffatti dagli Iberi Narbona e il regno degli Elysici, il nome dei Liguri è sospinto verso oriente. Nel contempo, sorto anche l'emporio di Genova, i commerci massalioti, in concorrenza con gli Etruschi, si espandono verso gli Ambrones delle Riviere, i quali, scendendo per la prima volta verso il mare, sono chiamati anch'essi Liguses. Nasce intorno al 400 la definizione geografica della prima Liguria, contrapposta all'Iberia e alla Celtica dell'interno.
  • Fra il 400 e il 300 a.C. scende verso il litorale la prima ondata dei Galli propriamente detti e si infiltra, oltre che nella Padania etrusca, lungo la via del Rodano, costringendo Marsiglia a cercare nuovi sbocchi verso est (la fondazione delle colonie di Nizza e Monaco e i buoni rapporti con Genova). Mentre dunque il nome dei Liguri si attenua sino a scomparire nella tradizione letteraria fra i pirenei e il Rodano (restandone solo il ricordo nella sede primigenia della piccola Liguria di Narbonne), esso si afferma e consolida sempre più a oriente.
  • Fra il 300 e il 250 a.C. l'ultima ondata dei Galli estende la celtizzazione nel territorio fra Pirenei e Rodano, mentre i Liguri del golfo di Genova, stringendo contatti con altre popolazioni della penisola, entrano nel gioco politico mediterraneo, pro o contro Roma e Marsiglia. La prima letteratura geografica dei Romani definisce Ligures tutte le popolazioni autonome non galliche sovrastanti Genova e Marsiglia, loro alleate.
  • Fra il 238 e il 170 a.C. circa si verifica l'epopea delle guerre romano-liguri e i Romani tendono a concentrare il nome dei Liguri sempre più a oriente, fra Tolone e Luni e a sud del Po, mentre nella zona delle Alpi l'attributo di "Liguri" resta frazionato e contradditorio. I Fasti Triumphales consacrano il termine "ligure" in questa più precisa accezione, destinata ad entrare nell'annalistica e nella storiografia romana più antica, mentre i geografi creano la distinzione fra Ligures Cisalpini (fino a savona), Ligures Alpini (fra Savona e Nizza), Ligures Transalpini (fra le Alpi Marittime e il Rodano) e Ligures Montani (abitanti delle valli interne).
  • Fra il 125 e il 120 a.C. i Romani giungono al Rodano e ai Pirenei in veste di "liberatori", cercando di ridare il sopravvento all'elemento ligure e a quello iberico a danno di quello gallico, creando la Provincia Narbonensis.

Veniva in tal modo riportata ai suoi confini protostorici la situazione del nomen ligure: «Narbona stessa», scrive Lamboglia, «diventando capitale della Provincia, riacquistava la sua antica posizione di preminenza nel Sinus Ligusticus».
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