Masso, le miniere di Monte Loreto

ZOOM La miniera di rame di Monte Loreto (Castiglione Chiavarese) è stata attiva dalla Preistoria fino alla fine dell'Ottocento.

Si tratta della più antica miniera dell'Europa occidentale.

"Nel quadro delle ricerche condotte, a partire dal 1996, dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria e dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Nottingham nella miniera di rame preistorica di Monte Loreto, in una delle aree oggetto d'indagine sono state rinvenute tracce di una frequentazione tardo antica. Nel 1998 l'Istituto Internazionale di Studi Liguri è stato coinvolto nel progetto di ricerca e, in stretta collaborazione con l'équipe diretta dal dott. Roberto Maggi e dal prof. Mark Pearce, sono state condotte due successive campagne di scavo. L'indagine ha interessato la sommità di un'area di pendio dove le precedenti ricerche avevano individuato abbondanti tracce delle lavorazioni preistoriche. Le stratigrafie relative alla frequentazione tardo antica sono localizzate in una zona del sito delimitata a nord e ad est da emergenze rocciose e vanno a sovrapporsi direttamente su strati di discarica e piani di lavorazione pertinenti alla coltivazione della miniera datati all'età del Rame. Per quanto riguarda la fase di occupazione tardo antica, lo scavo ha, finora, interessato un'area di ca. 50 mq. Sono stati documentati strati di discarica, strutture murarie, forse con funzione di contenimento, costituite da semplici allineamenti in pietre a secco, un'area di lavorazione caratterizzata dalla presenza di una struttura di forma circolare in pietre e argilla combusta e di una sorta di fornetto o focolare, anch'esso di forma circolare. Tali tracce sono riferibili ad attività di prima trasformazione del minerale, mentre alcune scorie testimoniano attività legate a lavorazioni metallurgiche. Frammenti di ceramica comune depurata, ceramica comune grezza, pietra ollare ed anforacei di produzione mediterranea forniscono elementi per una datazione al VI-VII secolo. Le indagini di laboratorio, la prevista prosecuzione dello scavo e future attività di ricognizione avranno il compito di chiarire le modalità di occupazione e sfruttamento del sito, nonché di contestualizzare l'attività nel quadro insediativo della Liguria orientale in età bizantina."

(Fabrizio Benente, Istituto Internazionale di Studi Liguri)


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