Sulle tracce dell'uomo preistorico alle grotte del Frascarese in Val Petronio
[da www.terrediportofino.eu]


La partenza è dalla piazza di S. Pietro in Frascati, anche se esiste un sentiero che da Castiglione Chiavarese si congiunge al tracciato che porta in Val Frascarese. Lasciandosi alle spalle la chiesa parrocchiale, si sale tra le case lungo in viottolo che ben presto esce dal paese e sale verso destra, superando un tratto con rocce esposte subito dopo la zona ad uliveto. La vegetazione cambia in maniera repentina e sulle rocce, che ospitano anche alcuni esemplari di agave, si possono individuare due piccoli arbusti le cui foglie sono utilizzate nella cucina tradizionale per insaporire molti piatti: il timo e la santoreggia. Queste piante, insieme all'elicriso dai bei capolini gialli e dalle foglie simili al rosmarino, all'erica e alla ginestra, costituiscono un insieme di specie caratteristiche della macchia mediterranea degli ambienti più aridi. Ma basta spostarsi, allontanandosi dalle rocce esposte, per incontrare i lecci, bellissime querce sempreverdi che offrono immediata frescura; accompagnati da loro e dai pini marittimi si arriva sino ad una sella che permette di valicare e di entrare in Val Frascarese. La Comunità Montana Val Petronio ha predisposto, allo scopo di valorizzare il percorso, una serie di pannelli descrittivi dell'ambiente sia dal punto di vista naturalistico sia da quello archeologico: la Val Frascarese infatti è molto interessante per la presenza di grotte che sono state frequentate dall'uomo sin dall'epoca preistorica. Si continua a seguire il sentiero fino ad incontrare un ponte in cemento sul torrente; attraversatolo, si gira a destra e si inizia a seguire la strada sterrata che attraversa nuovamente il torrente poco dopo e che si addentra nella valle. Si trovano anche castagneti, al di sotto dei quali spuntano alla fine dell'inverno viole e primule e dove non è raro trovare il pungitopo con i suoi variopinti frutti. Si guada nuovamente il torrente e, subito dopo, con una breve digressione a sinistra si piò andare ad osservare il curioso fenomeno della "Fontana che bolle": soprattutto dopo le piogge, da un punto di risorgiva sgorga copioso un getto di acqua (ottima da bere). Questo fenomeno è dovuto alla composizione della roccia: si tratta infatti di calcare che viene "scavato" dall'acqua che arriva così a formare delle grotte e a scorrere in torrenti sotterranei e a riaffiorare quando incontra un altro tipo di roccia, più compatta e resistente all'erosione. Ritornati sulla sterrata, si prosegue sino ad incontrare poco dopo il primo punto di accesso alle grotte: occorre salire per circa 15 min. per raggiungere la "Grotta della Prima Ciappa", che è stata utilizzata come sepolcreto circa 4500 anni fa. Le grotte non sono di grosse dimensioni ma rappresentano una dei pochi esempi di carsismo nella Liguria Orientale. Tornati nuovamente sulla sterrata si prosegue sino ad incontrare altre scale che invitano a salire e a raggiungere così un'altra grotta, la "Grotta delle Fate". Nel frattempo non si può fare a meno di osservare lo splendido paesaggio che ci circonda e che caratterizza questa valle ancora selvaggia. Il rientro può avvenire per la stessa strada oppure, proseguendo la strada sterrata una volta giunti al ponte, con un percorso un po' più lungo si arriva alla carrozzabile che collega S. Pietro in Frascati a Campegli.


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